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Rosa-Matteucci
ZelbioCult 2025
16 Agosto 2025, h 21
“Cartagloria”

Dall’India dei santoni ai Pirenei di Bernadette,
un personalissimo vagabondaggio alla ricerca di Dio.

Rosa Matteucci, nata a Orvieto, si laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, discutendo la tesi con Giuliano Amato. Con il suo romanzo d’esordio, Lourdes (1998) vince il Premio Bagutta 1999 nella sezione Opera Prima e il Premio Grinzane Cavour nella sezione Giovane Autore Esordiente. Nel 2007 vince il premio indetto dalla rivista Lo Straniero curata da Goffredo Foti con la seguente motivazione: é una delle voci più sicure, originali e necessarie del romanzo italiano, evocatrice di un mondo provinciale, di un’Umbria però universale per le sue solitudini e miserie, con una lingua di originale sottofondo dialettale, e dal punto di vista di un’alienazione senza riscatto, di tragicomica sofferenza. Tra le sue pubblicazioni: Libera la Karenina che è in te (2003) finalista al Premio Viareggio, Cuore di mamma (2007) vincitore del Premio Grinzane Cavour nella sezione Narrativa Italiana e del Premio Napoli, India per signorine (2008), Tutta mio padre (2010) finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Brancati, Le donne perdonano tutto tranne il silenzio (2012), Costellazione familiare (2016) e La vita vince ancora una volta (2022) edito in Italia e Ucraina. Ha recitato nei film Mi piace lavorare di Francesca Comencini e La tigre e la neve di Roberto Benigni.

Torna Rosa Matteucci, « impietosa, feroce cantatrice del “nonostante” », come la definì una volta Carlo Fruttero, accostandola ai mani di Céline, Beckett e Thomas Bernhard. Questo nuovo romanzo, in bilico, come gli altri, sull’illusorio crinale fra comico e tragico, inizia con l’affannosa, tormentosa aspirazione di lei bambina a ricevere, come tutte le sue antenate e le sue simili, la Prima Comunione, per proseguire con la morte di un padre molto amato – sebbene molto scapestrato – e la sua sciamannata sepoltura. Nella scrittura, straziata e al tempo stesso grottesca, di Rosa Matteucci diventa comico perfino il viaggio, non solo interiore, che tale morte susciterà, alla ricerca di quell’antico Trascendente che il nostro tempo sembra aver smarrito: dall’India dei santoni ai Pirenei di Bernadette, dai gruppi di preghiera della Soka Gakkai a un’ardimentosa visita a un frate esorcista che, asserragliato in un eremo, vende messalini con audiorosario incorporato. Un vagabondaggio che culmina con la scoperta del rito tridentino, dove imparerà il protocollo delle genuflessioni, sempre rincorrendo una salvazione che pare rimessa in forse a ogni frase, a ogni respiro. Sino alla definitiva consapevolezza che è necessario accettare, e forse anche amare, la propria croce.

VIDEO DELL’INCONTRO