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© Sirio Tessitore

ZelbioCult 2025
12 Luglio 2025, h 21
“La scomparsa di Elettra”

Orazione per una soubrette
Spettacolo teatrale di e con Nicola Russo (primo studio)

Nicola Russo (1975) è autore, regista e attore. Dopo un’intensa attività attoriale che lo porta a lavorare, tra gli altri, con il Teatro dell’Elfo, Luca Ronconi e Eimuntas Nekrosius, nel 2010 fonda la compagnia teatrale Monstera e inizia un originale percorso autoriale come regista e drammaturgo. Ha scritto e diretto numerosi spettacoli presentati in importanti festival e teatri italiani, tra cui Physique du rôle, La vita oscena, Vecchi per niente, Io lavoro per la morte, Anatomia Comparata e Christophe o il posto dell’elemosina. Al cinema è stato protagonista di Tobia al caffè di Gianfranco Mingozzi e ha recitato in Nemici di infanzia di Luigi Magni, I Pavoni di Luciano Manuzzi, Marciando nel buio di Massimo Spanu e Porzus di Renzo Martinelli. Dal 2024 fa parte del team curatoriale del Festival Immersioni/Indagine Milano.

“Nel 2010 ho scritto e messo in scena, dopo averla intervistata, un testo sulla vita di Elettra Romani, ballerina e attrice di avanspettacolo. Durante il suo lungo racconto,che è poi diventato il testo del mio spettacolo “Elettra, biografia di una persona comune”, Elettra non mi ha mai mostrato fotografie. I suoi ricordi erano così vivi e precisi che forse non ha sentito la necessità di arricchire il suo racconto con immagini. L’anno scorso dopo la sua morte, sistemando la sua casa ho trovato due bustoni pieni di fotografie. Sono immagini che vanno dagli anni ’40 fino alla fine degli anni ’90: fotografie di scena, di vita, ritratti, provini che non avevo mai visto. Il comparire di tutte queste immagini dopo la scomparsa di lei, del suo corpo, ha acceso il mio interesse perché mi sembra racconti qualcosa di molto semplice e interessante: il rapporto tra le immagini e le parole. “La scomparsa di Elettra” è un’orazione funebre per un’attrice senza famiglia, una riflessione sul potere delle parole, una conferenza sulla fotografia e l’occasione per riflettere sul senso del mio lavoro drammaturgico.” – Nicola Russo