12 giugno 2016

Marco Balzano

Marco Balzano a Zelbiocult 2016
INIZIO ORE 21.00 - INGRESSO LIBERO
TEATRO COMUNALE DI ZELBIO

27 AGOSTO 2016

MARCO BALZANO

L’ULTIMO ARRIVATO

Un bambino in viaggio dalla Sicilia a Milano negli anni ’50. Quando gli immigrati eravamo noi. Con il vincitore del Premio Campiello 2015.

Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante di liceo. Il suo primo romanzo, Il figlio del figlio, è stato pubblicato per la prima volta nel 2010 dall’editore Avagliano (finalista Premio Dessì 2010, menzione speciale della giuria Premio Brancati-Zafferana 2011, Premio Corrado Alvaro Opera Prima 2012). Ha poi pubblicato con questa casa editrice Pronti a tutte le partenze (2013, Premio Flaiano) e L’ultimo arrivato (2014), con il quale ha vinto il Premio Campiello 2015.

Marco Balzano
IL FIGLIO DEL FIGLIO
La memoria
Sellerio Editore Palermo

«Il romanzo di Balzano sorprende per la freschezza dei dialoghi, l’onestà del racconto, la sicurezza dei toni; il suo sembra un piccolo libro d’altri tempi, che potrebbe essere un filmtra costume e sentimento, alla Comencini (Luigi), da affidare ai migliori attori di tre generazioni».
Goffredo Fofi, INTERNAZIONALE

«Uno straordinario e maturo romanzo».
Massimo Onofri

Un nonno (quasi analfabeta), un padre (diplomato) e un figlio (professore ma ancora precario) sono i protagonisti di questo romanzo, tre pugliesi trapiantati a Milano che tornano a Barletta per vendere la loro vecchia casa al mare, ormai disabitata e malandata. Ma non si tratta solo di una vendita: è un vero e proprio distacco dalle proprie radici che i tre stanno per compiere; non solo il vecchio, ma anche gli altri due sanno che non torneranno più in quella casa e ciò è sentito da tutti come una perdita irreparabile. Anzi proprio il figlio del figlio, apparentemente meno legato ai luoghi e alle persone da cui sta per allontanarsi
definitivamente, è più vicino per la sua acuta sensibilità al mondo del nonno e la sua tristezza più consapevole. Il lungo viaggio in macchina e i pochi giorni in paese sono anche l’occasione di un confronto generazionale, tra un nonno, che ha vissuto la guerra e il lavoro della terra, un padre che a Milano ha trovato la sua «emancipazione» e quasi un riscatto, e il figlio, «l’unico in famiglia che non parla più due lingue, l’unico che pensa e dice senza tradurre, inchiodato a nient’altro che a questa lingua pubblica, appartenente a me come a nessuno di
loro». Senza sentimentalismi e lontano da luoghi comuni Balzano ha raccontato una storia privata, quella di una famiglia, ma anche pubblica, quella di un Sud abbandonato al suo destino. «Un libro di un vero scrittore» ha detto Raffaele La Capria, viaggio nella memoria dei luoghi e degli affetti attraverso tre generazioni sullo sfondo di una Barletta descritta con accattivante crudezza.

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